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Dopo Toto' contro Maciste, un documentario autoprodotto sfida Ferrovie dello Stato SPA

La TAV costa 87 miliardi di euro, ma non ditelo in giro

Senno' si incazzano e vi mandano gli avvocati: secondo loro sono stati spesi "appena" 43 miliardi. Un tempo le cifre scomode o inesatte si contestavano, ora si denunciano per far prima. Mamma! vi racconta la storia di un bavaglio
3 maggio 2009 - Ulisse Acquaviva

Vignetta di Mauro Biani

Teleimmagini.it e' il collettivo bolognese che ha realizzato il documentario "Fratelli di TAV", seguendo i binari del treno ad alta velocita' per raccontare le vite e le storie invisibili di quella che uno degli intervistati ha descritto come "la piu' gigantesca truffa che sia mai stata organizzata ai danni del popolo italiano".

Questo documento che rischiava di rimanere recluso in una nicchia e' stato consegnato alla celebrita' dagli avvocati delle Ferrovie, che hanno diffidato gli autori ancora prima del suo lancio ufficiale, contestando i dati inseriti nel trailer promozionale.

Gli avvocati dello studio Zoppini (dev'essere gente in gamba) sostengono che l'alta velocita' costera' "appena" 43 miliardi di euro, e non 87 come e' stato riportato nel trailer del video. Da qui le lettere di diffida per impedirne la diffusione. Gli autori hanno effettivamente ammesso un errore di stima, ma per difetto: "abbiamo chiuso il nostro lavoro nel febbraio 2008 e da allora le stime dei costi sono addirittura diventate più pesanti. Con questo lavoro abbiamo cercato di creare consapevolezza sullo sfruttamento del lavoro e dell'ambiente, e di dare il nostro contributo su un tema importante ed attuale come quello delle grandi opere".

Le analisi sui costi della Tav realizzate dall'ingegnere Ivan Cicconi, gia' docente a contratto al Politecnico di Torino e alla Prima Università di Roma, sono diventate un tabu': chi le menziona si ritrova in tribunale.

I dati contestati erano gia' stati pubblicati nel 2006 all'interno del volume "Travolti dall'Alta Voracita'" edito da Odradek, ma solo dopo essere apparsi in video sono stati contestati dai signori della Tav. Il potere delle immagini fa piu' paura dei libri? Le ricerche indipendenti oltraggiano i dati ufficiali? "Il confronto fra cifre diverse - spiegano gli autori - si basa sulla critica del metodo con cui i numeri sono stati ottenuti, e non sulla soppressione di quelli sgraditi. Senza la libertà di dare i propri, di numeri, non esiste libertà di dibattito tecnico.".

E allora chi ha ragione, Trenitalia o l'ingegner Cicconi? L'unico modo per scoprirlo e' smettere di usare il denaro pubblico per pagare avvocati che producono chiacchiere e minacce e spenderlo per pagare revisori dei conti, organismi di analisi dei bilanci e controllori super partes che possano produrre dati chiari, trasparenti, verificabili e pubblici su questo pozzo senza fondo di soldi dei contribuenti chiamato Alta Velocita'.

 

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