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200 vignettisti alla mostra del Premio Forte dei Marmi "ognuno di loro fa vedere i risvolti del paese in cui vive"

Ma cos'è questa crisi

Siamo tutti più poveri: così la satira diventa glocal
26 giugno 2009 - Roberto Incerti

logo forte crisi Vignettisti di tutto il mondo unitevi. Al Forte dei Marmi, per la 37esima edizione del Premio Satira Politica curato da sempre da Cinzia Bibolotti e Franco Calotti, circa 200 vignettisti di ogni paese interpretono, ognuno a suo modo, la crisi economica e finanziaria che ormai riguarda tutto il mondo (forte di Leopoldo I, piazza Garibaldi, Forte dei Marmi. Dal 24 giugno fino al 4 ottobre 2009. Ingresso libero. Ore 17/20, 21/24).
Sul sito on line le vignette della mostra Ma cos´è questa crisi? The political and financial crisis in the world cartoons che, come affermano Bibolotti e Calotti «per la prima volta in Europa ha messo insieme star come il nostro Altan o il francese Plantu accanto a disegnatori bravissimi ma (da noi) sconosciuti che lavorano talvolta in semiclandestinità in India, Indonesia, Marocco, Albania, Armenia, Bulgaria, Cina, Cipro, Iran, Israele, Indonesia, Siria, Messico, Mongolia, Uzbekistan, Azerbaijan». E´ divertente vedere come ogni vignettista interpreta a modo suo uno stesso problema. «L´universalità dell´esposizione - proseguono i curatori - introduce anche un´interessante visione di come la crisi venga vista, vissuta e interpretata nella varie parti del mondo. Così se nei paesi industrializzati la crisi è sinonimo di problemi bancari, crisi di borse ed investimenti, in quelli in via di sviluppo la recessione significa carenza di risorse naturali, danneggiate spesso da un´industrializzazione forzata e un po´ folle. Se Altan fa ridere in maniera disincantata, i vignettisti indiani tipo Abani Kumar o quelli di Sri Lanka non esitano a puntare il dito su popolazioni che soffrono di fame e di sete».
Diversi sono anche gli stili dei vignettisti. Si va dal tratto aristocratico del polacco Krauze sull´inglese The Guardian, alle citazioni da Crumb fatte da disegnatori indonesiani. L´albanese Mentor Berrisha si affida ad allegorie, come facevano i grandi caricaturisti dell´Ottocento. Le vignette in mostra sono di tutti i tipi: immediate, grottesche, qualcuna un po´ triste. «Però prevale un senso di ottimismo. La crisi economica mondiale è vista dai tanti vignettisti in maniera non drammatica. Sarà l´ottimismo che infonde una bella risata, ma i disegni comunicano la sensazione che alla fine tutti i paesi del mondo, anche i meno ricchi, ce la faranno a superare questo difficile momento. In ogni caso Ma cos´è questa crisi? non vuole essere soltanto un viaggio umoristico e satirico nei guai più recenti che affliggono il pianeta, ma anche un´indagine sociologica su azioni e reazioni di un´economia che ha mandato in tilt l´intero sistema».
Al di là del divertissement la mostra del Forte dei Marmi offre la possibilità di scoprire vignettisti bravi quanto sconosciuti. «Per alcuni di loro Ma cos´è questa crisi è stata una grande occasione. In alcuni paesi tipo Mongolia, Myanmar, Uzbekistan, Sri Lanka non c´è libertà d´espressione e per alcuni di questi artisti la nostra mostra significa una possibilità davvero unica per mostrare al pubblico le proprie vignette. Vignette visibili a tempo indeterminato anche on line da tutto il mondo grazie al nostro sito www.museosatira.it». Sarà in vendita a 15 euro il prezioso catalogo.

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    10 gennaio 2012 - paolo de gregorio
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    E’ assolutamente capziosa e fuorviante quella congettura di origine fascistoide, oggi estremamente diffusa, secondo cui l’attuale crisi economica sarebbe il risultato di occulte trame politico-finanziarie internazionali, per l’esattezza sarebbe il frutto di un complotto “demo-plutocratico” ed “ebreo-massonico” ordito su scala mondiale.
    1 gennaio 2012 - Lucio Garofalo
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