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E' facile difendere don Peppe Diana, ma chi pensa agli uomini devastati da Potere Operaio?

Saviano, lascia stare Pecorella: è vittima del comunismo!

Se l'avvocato del boss camorrista De Falco denuncia i ragazzi che gli fanno domande avrà le sue buone ragioni
3 agosto 2009 - Ulisse Acquaviva

 

In questi giorni si e' fatto un gran parlare di due ragazzi rompiscatole che si sono beccati una denuncia per violazione della privacy dopo aver tentato insistentemente di fare delle domande per strada all'illustre avvocato Gaetano Pecorella, minacciato con una telecamera puntata ad altezza d'uomo.

La sinistra al caviale, ben contenta che le domande le faccia qualcun altro al posto suo, ha colto la palla al balzo per attaccare Pecorella, fregandosene dei due tizi denunciati, evidentemente degli emissari sacrificabili. Il tutto con la benedizione dello scrittore Roberto Saviano, che ha usato parole durissime contro l'avvocato Gaetano, tirando in ballo l'"Onore" di chi lotta contro la Camorra, la memoria di don Peppe Diana e altri bei principi.

Ma che onore c'e' a infierire su un povero anziano che soffre una seria disabilita' mentale legata ai traumi e alle torture psicologiche subite da ragazzo, quando i comunisti lo hanno trasformato irreversibilmente?

Tutti bravi ad attaccare Pecorella, ma nessuno si ferma a considerare che esperienza puo' essere stata per lui la militanza all'interno di "Potere Operaio": entri per conoscere qualche ragazza carina e farti un po' di amici, e ti ritrovi invischiato in un ambiente dove quelle di sinistra non te la danno comunque, sei costretto ad ascoltare comizi infiniti senza poter mai dire nulla di diverso dal pensiero dominante, e se solo provi ad allontanarti o a saltare qualche riunione vengono i Katanga a casa a gonfiarti di botte.

E' cosi' che Pecorella si e' trovato invischiato nel tunnel devastante del comunismo italiano, saltando dalla padella nella brace per liberarsi di una organizzazione passando ad un gruppo ancora piu' radicale, violento e potente: dopo l'esperienza con Potere Operaio e con il servizio giuridico di "Soccorso Rosso Militante", si e' trasferito nella sinistra radicale di Democrazia Proletaria (ma li' se le trombava tutte Capanna), poi e' entrato nel Partito Socialista Italiano (ma li' se le trombava tutte Craxi), e poi e' approdato su Forza Italia, dove finalmente puo' trombarsene qualcuna anche lui perche' Papi non ce la fa piu' a stare dietro a tutte per sopraggiunti limiti d'eta e pressanti impegni istituzionali.

Quest'uomo plagiato da organizzazioni violente, comuniste, criminali o comunque corrotte, e' una vittima del sistema che lo ha costretto a reggere per interi decenni altissime pressioni psicologiche, passando da un gruppo di potere all'altro per liberarsi dalle sue catene ideologiche, nella speranza che una volta raggiunto il potere assoluto avrebbe potuto farsi i cazzi suoi. 

E una volta che c'e' riuscito, dovremmo applaudire a due rompiscatole con una telecamera che vanno a molestare questo povero anziano di 71 anni che ha trovato un po' di pace in Parlamento? Noi diciamo no. Chi ha avuto un nonno pazzo in casa, con la mente sconvolta dalla guerra o da altre esperienze devastanti, sa benissimo quanta pazienza e umanita' ci vuole verso i disabili mentali, e la spietatezza di Saviano e del PD non ci appartiene.

Vorremmo crocifiggere Pecorella solo per due parole di troppo dette su un prete morto che lui deve attaccare d'ufficio perche' lo ha ucciso un suo assistito? Dopo aver represso i suoi istinti sessuali e plagiato la sua mente con il comunismo nelle sue varie evoluzioni storiche da Potere Operaio a Forza Italia, vogliamo anche negargli il diritto di fare il suo mestiere, il diritto di difendere i suoi assistiti fino a negare l'evidenza e mentendo spudoratamente come fa ogni bravo avvocato?

Eh no signori, questo e' troppo. Lasciate in pace questo povero vecchio di 71 anni, ormai irrimediabilmente devastato nella psiche dal comunismo e dalla sua infruttuosa ricerca della gnocca che lo ha portato negli ambienti piu' corrotti.

E quando parliamo del legame tra comunismo e degrado mentale, chiediamo agli ex compagni di non stupirsi e non scandalizzarsi per questo abbinamento. E' un dato di fatto che gli ambienti di sinistra hanno prodotto alcune tra le deviazioni psicosociali piu' aberranti della storia repubblicana, tra cui quelle di Gad Lerner (ex Lotta Continua), Paolo Liguori (ex Lotta Continua), Paolo Mieli (ex Potere Operaio), Giuliano Ferrara (ex PCI), Sandro Bondi (ex PCI), Franco Frattini (ex collaboratore del "Manifesto"), Gianni Riotta (ex collaboratore del "Manifesto"), Carlo Rossella (ex PCI).

L'elenco potrebbe continuare con tanti altri "ex" del PCI e della sinistra, extraparlamentare e non, che "da grandi", abbandonate le loro velleita' rivoluzionarie, si sono trasformati nei mostri generati dal dogmatismo e dall'intolleranza, che hanno partorito una generazione di ex rivoluzionari trasformati nei piu' feroci cani da guardia del potere.

E allora caro Saviano, non infierire su Pecorella: e' solo un vecchio mentalmente instabile devastato dal comunismo. Prendiamocela invece con gli inciucisti che hanno messo un pazzo alla guida del tram, e con i baroni del PD che oggi si stracciano le vesti e scoprono la malattia psichica di Pecorella come se scendessero dalle nuvole, mentre fino a ieri lo applaudivano e lo nominavano emerito presidente della Commissione Giustizia sapendo tutte le cose che sai anche tu.

 

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