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Come nella tragedia greca, zio Scalia prende le parti della donna per st'otto marzo...

Maschie', la Festa ce la fate tutto l'anno!

L'otto marzo - come tutte le altre feste comandate tipo Natale, Capodanno, la festa del papà - può suonare stonata e ipocrita, occasione ad orologeria per "far finta di essere di sani", come cantava il signor G.
7 marzo 2010 - Marco Scalia

"Posso palpare un po' la signora?"
Silvio Berlusconi


Un vecchio porco come il sottoscritto che si mette a parlare della donna l'otto marzo è un po' come il famoso elefante che si fa un giro in cristalleria. Però la moderna psicoterapia ci dice che spesso l'artista maschio è tale in quanto ha sublimato nell'uso di penne, matite o strumenti musicali proprio quella parte di se' altrimenti educata da una stronza società e manifestata in prima persona nell'esibire continuamente i simboli del potere a cui è abituato sin da piccolo, cose che vanno dallo smucinarsi i coglioni in pubblico allo strombazzare il clacson del gagliardo suv.  E' quindi alla componente femminile della derelitta anima perennemente spaccata a metà che faccio appello per osare dirvi due parole oggi, carissime sorelle, amiche, madri, spose e fidanzate, intanto che per tutta Italia e solo per queste ventiquattro ore verranno venduti dai soliti cingalesi mazzetti di mimosa alla modica cifra di dieci euro e saranno trasmessi da tutte le emittenti melensi servizietti triti e ritriti su quanto siete belle e brave purchè dal nove torniate a farci il sugo in cucina e a lavarci i pedalini.   Personalmente l'otto marzo - come tutte le altre feste comandate tipo Natale, Capodanno, la festa del papà - m'è sempre suonata stonata e un poco ipocrita, occasione ad orologeria per "far finta di essere di sani", come cantava il signor G.  Ti tratto tutto l'anno da schiava, da mignotta e bene che ti va da collega subalterna e poi voilà, me la cavo coi fiorellini, due cazzate e se me lo posso permettere con cenetta téte à téte.  Certo, come per ogni altra ricorrenza riesco a intravedere - tra le ganasce dell'onnivora smania consumista - quella seppur minima possibilità di tirare un attimo il fiato, fare la conta su quante ancora siamo ad avere la forza di esserci, farci ascoltare, persino divertirsi. Ma converrete con me che ogni giorno che passa questo mondo di ladri tutti maschi persevera ad ogni piè sospinto nel rendervi marginali fenomeni da baraccone televisivo, carne da macello e centro fisioterapico, e quando proprio decide di rendervi complici vi èleva al rango di "Lady ASL".   Non c'è dubbio che al vertice di Confindustria sieda Emma. E infatti lucra come un qualsiasi porco democristiano sulle concessioni alla Maddalena, intanto che le mogli degli operai tirano la cinghia aspettando che i mariti scendano dai tetti delle fabbriche. E non c'è dubbio che alle prossime taroccatissime elezioni nella regione della Capitale potremo scegliere (?) tra un'altra Emma e quella fascistella che intona Battisti tra saluti romani e urla di "Boia chi molla!"  Sembra realmente un passo avanti quando anche i sampietrini sanno che all'ombra del Cupolone non si muove foglia senza che il fratello gay di un pedofilo direttore di voci bianche non voglia? Okay, non c'è nemmeno dubbio alcuno che la signora (e che signora, dopotutto!) Rosy Bindi possa per un breve lasso di tempo mediatico ergersi a fustigatrice della squallidissima concezione della donna che Silvio il Vomitevole periodicamente ci ammanisce facendoci vergognare davanti al mondo intero. Ma secondo voi può bastare? O con una lacrima di sconforto che scenda dall'occhio rincoglionito dai raggi gamma emessi dal teleschermo tocca rassegnarsi al fatto che le uniche donne che possano "vantarsi" d'un consistente potere acquisito rispondano al nome di Raffaella Carrà fino a ieri e Simona Ventura da un po' di tempo in qua?  Sì, già vi sento. Quel pezzetto di clitoride che alberga alla radice del mio cazzo ormai schifato d'esser tale mi sussurra che esistono eroine di centanni come Rita Levi Montalcini, bestioline un po' più giovani che si chiamano Margherita Hack, Franca Rame, Isabella Rossellini... (sto parlando del nostro "belpaese", inutile qui citare le decine di Bachelet, Bigelow, Michelle Obama che continueremo a sognare per decenni). E se svecchiamo i documenti possiamo cominciare ad elencare le deputate extracomunitarie e le sorelle delle vittime della Casa dello Studente dell'Aquila che coraggiosamente provano ancora a combattere contro questo sistema di demoni bavosi con la brama di soldi & figa sempre accesa. Ma dov'è alla fine della fiera un pur minimo motivo per il qual dovreste essere orgogliose di continuare a dare vita ad un triste spettacolo che somiglia ogni volta di più all'esibizione giorno tale ora tale della povera tigre in gabbia esposta dal padrone del circo?                                         Ho scritto di getto queste righe immaginandomi dotato di una sensibilità che non potrò mai avere, lasciandomi guidare da quell'attenzione alla vostra capacità di recepire il mistero della vita che ho miseramente provato ad attivare ogni volta che vi ho incontrato, a letto come al bar.  Ho scritto queste righe per chiedervi innanzitutto perdono per tutti i crimini grandi e piccoli che dai tempi d'Adamo ed Eva vi abbiamo costretto a subire. E per invitarvi ad una immensa manifestazione di un otto marzo durante la quale rifiutare d'ora in poi di celebrare "a cazzo" una "cazzo" di festa, festa che dovrebbe vedervi protagoniste tutti i santi giorni dell'anno con l'affettuosa partecipazione di quei pochi maschietti che ancora sentono di esservi pari, invece di violentarvi la psiche e le ovaie e poi andare a strombazzare col suv perchè la squadra del "cuore" ha vinto per un rigore fasullo.  

Con amore, Zio Marco.

 

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