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La memoria come antidoto alla logica dell'emergenza

Comando e Controllo: una societa' sotto shock

Tre anni dopo il terremoto dell'Aquila, il 95% delle macerie è ancora lì dov'era. Ma chi ne parla?
22 aprile 2012 - Alberto Puliafito

Locandina

Comando e Controllo è un film indipendente che racconta non solo L'Aquila dopo il terremoto del 6 aprile 2009 ma anche tutti i rischi connessi all'abuso dello stato d'emergenza: un tema estremamente attuale, che riguarda tutto il paese, visto che il Governo “tecnico” agisce velocemente in nome dell'emergenza-crisi, riscrivendo ex novo le regole che controllano il tessuto sociale italiano.

Ecco perché abbiamo lanciato una campagna popolare di distribuzione in DVD del film, ancora una volta in maniera del tutto indipendente e dal basso: la campagna si trova su Produzioni dal Basso (link: http://www.produzionidalbasso.com/pdb_1053.html) e la si può sostenere con un'effettiva partecipazione alle quote (ce ne sono per singoli, gruppi o associazioni) oppure, semplicemente, diffondendola con il passaparola. Uno strumento fondamentale per questo tipo di operazioni, che genera anche un circolo virtuoso fra gli autori del film e chi si interessa al tema, un rapporto diretto ed empatico che può caratterizzare solamente iniziative dal basso.

Ma perché il tema del film è ancora molto importante?

Tre anni dopo il terremoto dell'Aquila, il 95% delle macerie è ancora lì dov'era. Mai rimosso. Il Dipartimento di Protezione Civile era piombato sul territorio, dopo il 6 aprile 2009, con una struttura che si chiamava "Direzione di Comando e Controllo". Le parole descrivevano perfettamente la logica con la quale si è esercitata la gestione del potere sul territorio aquilano: decisionismo dall'alto, partecipazione negata, critiche messe a tacere da una straordinaria campagna mediatica. Il risultato di questo intervento autoritario e agiografico è che L'Aquila è, oggi, una città devastata sia da un punto di vista geografico (con la costruzione di 19 new village sparsi sul territorio, una surreale risposta permanente ad un'emergenza abitativa temporanea) sia da un punto di vista sociale.

Non solo: L'Aquila è completamente sparita dall'agenda dei media, se non per quanto riguarda le celebrazioni dell'anniversario del sisma e la retorica del dolore.

Le profezie del film Comando e Controllo si sono tragicamente avverate: non perché si è compiuto il progetto della Protezione Civile Spa ma perché, secondo la logica dell'emergenza derivante dalla crisi economica, assistiamo a un procedimento analogo di gestione del potere e di racconto dell'intervento “salvifico” del Governo tecnico.

Le analogie non si fermano qui. Ecco perché riteniamo che Comando e Controllo sia un film molto attuale ma anche uno strumento per generare anticorpi in una società civile sotto shock.

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