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  • Certa gente non capisce come mai non mangiamo brioches se manca il pane

    Martone, ti spiego due cosette sulla vita

    Lettera aperta a Michel Martone di un ragazzo ventottenne del sud dai mille lavori precari e che ancora non si è riuscito a laureare.
    24 gennaio 2012 - Adelmo Monachese, 28 anni, Foggia.

Editoriale

  • Certa gente non capisce come mai non mangiamo brioches se manca il pane

    Martone, ti spiego due cosette sulla vita

    Lettera aperta a Michel Martone di un ragazzo ventottenne del sud dai mille lavori precari e che ancora non si è riuscito a laureare.
    24 gennaio 2012 - Adelmo Monachese, 28 anni, Foggia.

    Vorrei entrare in contatto con il giovane e brillante trentottenne viceministro Michel Martone figlio di cotanto padre: Papà Antonio, infatti, è stato a lungo avvocato generale in Cassazione, ex presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati. Un pezzo grosso della magistratura, nominato da Brunetta per presiedere la Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità, e finito coinvolto nell’inchiesta sulla P3 e frequentatore di cene a casa di Denis Verdini. Il piccolo Michel ottene una consulenza al ministero guidato da Brunetta, legatissimo al padre.

    Mi dovete aiutare a parlare con lui faccia a faccia, o con una lettera aperta nei vostri giornali/programmi/siti, con Michel Martone che, oggi durante un convegno della Regione Lazio, ha dichiarato: "Se a 28 anni non sei laureato sei uno sfigato".

    Sono la persona adatta per parlargli: ho 28 anni e ancora non mi sono laureato. Vivo a Foggia e stavo cercando di laurearmi a Bari in Scienze della comunicazione mantenendomi con vari ed eventuali lavori. Breve riepilogo, sono: studente fuori corso, pendolare, lavoratore saltuario, sottopagato e a nero. 

    Sto mollando l'Università (mi mancano quattro esami e ho una media del 28/29, di preciso non la ricordo ma non è inferiore a quanto vi ho indicato) perchè da quando mi sono iscritto le tasse, le tariffe dei treni e i prezzi dei libri sono solo aumentate. Le borse di studio? Non ne parliamo: sono un traffico così oscuro che una volta mi capitò di ascoltare nei corridoi dell'Università le grida di una ragazza che arrabbiatissima perchè non aveva avuto accesso alla borsa di studio nonostante vivesse con la sorella condividendone condizioni economiche e familiari e anche di rendimento didattico che, però, l'aveva ricevuta.

    Capita così di lavorare il sabato sera in pizzerie i cui titolari hanno la terza elementare e, per compilare un assegno, chiedono a te quanti zeri vanno in "diecimila" e tu, che non hai nemmeno il conto corrente, glielo spieghi. La tariffa in pizzeria è di 30 euro il sabato, 25 gli altri giorni. Il regionale per Bari, il più economico, andata e ritorno costa 16,80 euro; prima allo stesso prezzo potevi prendere l'espresso (tutti i foggiani pendolari per Bari hanno impresso nella memoria lo storico espresso delle 06:30 che partiva da Torino Porta Nuova la sera prima, salirci era come entrare dentro una gigantesca scarpa da ginnastica usatissima) che ora non c'è più.

    Quindi mi capitava di spendere in un sol giorno 16,80 solo per i biglietti per arrivare in Ateneo e seguire una lezione più breve del mio solo viaggio d'andata, o per farmi mettere una firma e poi tornare in stazione (si, funziona ancora così, le firme con la penna sulla carta), oppure prendere appuntamento con un professore, farsi i 123 km e trovare la porta del suo ufficio chiusa, nessun biglietto, nessun avviso, nessuna notizia lasciata al portinaio, niente, così ti giri e ti rifai i 123 km all'inverso (posso fare nomi cognomi e date di tutto ciò che vi sto raccontando).

    Le e-mail e il telefono per i professori non sono strumenti di uso quotidiano, almeno nel rapporto con gli studenti, eppure se capita di vederli al bar hanno sempre con un telefono in mano. Conosco bene i professori, assistenti, ricercatori e i loro comportamenti da bar, avendo lavorato ANCHE nel bar all'interno dell'Università degli studi di Foggia, quell'Università famosa perchè il precedente magnifico rettore vi ha sistemato tutta la famiglia, famiglia in senso molto ampio, anche i parenti acquisiti, facendo la fortuna di Striscia la notizia, Le iene, W l'Italia di Iacona e Report. Sono sempre lì a dire quanto sia sottovalutato il loro contributo, poi però c'è sempre un loro collega a dire che quello che fino a poco prima si stava lamentando è il cancro dell'Università.

    Ma non voglio sproloquiare: spendo 16,80 per andare a Bari e per risparmiare mi porto i panini e l'acqua da casa, ogni giorno di lezione sembra che mi stia organizzando per una pasquetta, invece cerco solo di limitare i costi. Così per tre giorni ti alzi alle 05:30 e torni a casa alle 20:30 e nei restanti giorni della settimana dovresti studiare, però devi anche lavorare per pagarti tutto il pacchetto "Università", nel frattempo non sarebbe male guastare almeno un po' le lenzuola del letto e, magari, farsi una vita sociale.

    Velocemente i lavori che ho fatto: cameriere, barista, traslocatore, giardiniere, animatore per bambini, autista, impiegato INPS, lavoratore IPERCOOP, Babbo Natale, addetto alle pulizie su barca a vela. INPS e IPERCOOP regolari, con i contributi, tutti gli altri a nero, senza nessun tipo di formazione professionale.

    Vorrei guadagnarmi da vivere scrivendo e da Settembre 2011 ho deciso, con enormi dubbi e critiche da parte di famiglia e amici, di dedicarmi solo a quello, rinunciando alle 600 euro da barista. Scrivo per un free press della mia città che mi paga 150 euro al mese. Sarebbero 5 euro al giorno. Non posso dirvi quanto fa all'ora perchè non è possibile calcolare in ore il lavoro del giornalista. O forse si, potrei anche calcolare la mia retribuzione oraria segnandomi il tempo che si passa in redazione, gli spostamenti tra gli eventi da seguire, i tempi di scrittura e di preparazione ai temi da affrontare, ma preferisco non farlo perchè... dovete permettermi di dire queste cose ad alta voce prima che Martone, crescendo, dalla poltrona istituzionale che occuperà di qui a vent'anni dica ai futuri giovani che sono dei "bamboccioni". 

    Io non sono nessuno, non rappresento nessuno, non faccio parte di nessuna associazione studentesca, sindacale, di protesta, nessun movimento, nessuna avanguardia. Eppure nelle vene dell'Italia pulsa un sangue fatto di un esercito di ragazzi e ragazze come me, senza genitori ai ministeri o ai comuni o alle province. Ragazzi che non faranno i notai perchè i genitori sono notai, non faranno i medici perchè i genitori sono medici, non faranno come i figli di avvocati che nonostante abbiano la facoltà di giurisprudenza nella loro città vanno a studiare fuori, in una Università più "facile" perchè tanto poi hanno lo studio di famiglia con la scrivania e la targhetta già pronta.

    Nei treni regionali lavati da cima a fondo con UN secchio e UNO straccio con me ci sono migliaia, MIGLIAIA di persone che partono da casa col buio e tornano a casa con lo stesso buio, che fanno del treno il loro ufficio, la loro sala da pranzo, il loro luogo di studio.  Persone che, come me, restano "intrappolati" in un treno nuovo di zecca in mezzo alla campagna senza che il personale dia loro una spiegazione e, dopo tre quarti d'ora vengono fatti scendere nella stazione di Cerignola Campagna al saluto di: "Prendete i prossimi treni che passeranno, non sappiamo quali".

    Il prete anti camorra Don Aniello Manganiello qualche giorno fa è venuto nella mia città per parlarci della sua esperienza a Scampia dicendo che il senso della politica è chiedersi "Cosa si può fare per risolvere questo?" , "Come usciamo da questo problema?" e non dire "Se a 28 non sei laureato sei uno sfigato". Puntare il dito verso chi è rimasto indietro non è un comportamento da tenere in una società civile e democratica, è un comportamento da giungla. Berlusconi poco prima di farsi da parte ebbe il tempo di dire, a proposito della crisi: "In Italia i ristoranti sono pieni". Si, sono pieni da laureati e laureandi che fanno i camerieri.

    Vi ho scritto questa lettera di getto, spero non vi risulti pesante e senza senso. Se vi interessa saperne di più sulla mia storia potrei scrivere altro e vi assicuro che ne avrei da raccontare.

    Adelmo Monachese, 28 anni, Foggia.

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Gli articoli e gli sberleffi continuano nella sezione PENNE

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  • Microeditoria

    Bambini, fumetti, Catania: l'esperienza dei "Cordai"

    L'esperienza di un giornale di quartiere nato a Catania che coinvolge anche i bambini nel nuovo linguaggio del giornalismo a fumetti.
    2 febbraio 2012 - Giovanni Caruso

    "I cordai", giornale del quartiere San Cristoforo di Catania, esce per la prima volta nel 2005, con lo scopo di dare un organo di infomazione al nostro quartiere e fronteggiare il monopolio dell'informazione da parte del quotidiano "la Sicilia" e del suo editore e direttore Mario Ciancio.

    "I cordai" nasce all'interno dell'associazione Gapa (Giovani Assolutamente Per Agire ), che e' anche centro di aggregazione popolare, e la nascita della testata viene stimolata dagli adolescenti e adulti dell'associazione.

    In questo modo nasce il laboratorio di giornalismo che prende spunto dagli insegnamenti di Giuseppe Fava, primo fra tutti un giornalismo di libertà e di verità, che attraverso la narrazione degli abitanti del quartiere, e la denuncia all' ingiustizia sociale, propone un giornalismo democratico e di strada.

    Nel 2009 i ragazzini dell'associazione, insieme agli animatori, propongono il supplemento " i piccoli cordai" dove i più piccoli girano nel quartiere intervistando, facendo foto, e raccontando storie dei loro coetanei. Ad ottobre del 2011, mi incontro con un bravo fumettista, Ernesto Leone, ripensiamo il supplemento, proponendo ai nostri piccol lettori le storie a fumetti.

    Tutta la storia viene costruita, attraverso metodi di goco condotto dagli adulti, dagli stessi bambini che hanno inventato la storia partendo dai luoghi del quartiere.

    L'età compresa dei nostri ragazzini va dai 6 a 12 anni. Tutti frequentano il Gapa e i suoi laboratori dalla palestra alla danza al teatro, inoltre molti bambini che hanno frequentato il laboratorio dei "piccoli cordai " sono figli di emigranti. 

    Quello che vedete qui sotto e' il numero di dicembre 2011 de "I Cordai", con il supplemento "I Piccoli Cordai".

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  • Perchè la Margherita è bella

    2 febbraio 2012 - Adelmo Monachese

    Io non posso stare fermo/ con le mani nelle mani/ tante cose devo fare/ prima che venga domani.../ E se lei già sta dormendo/ io non posso riposare/ farò in modo che al risveglio/ non mi possa più scordare…
    I versi d’apertura della canzone di Cocciante si sono rivelati meglio delle quartine di Nostradamus per prevedere le gesta di Luigi Lusi. Il titolo è lo stesso: “Margherita”, con la differenza che Cocciante ha creato un classico immortale e Lusi ha dato vita a un classico limortacci. Ma andiamo con ordine e iniziamo con l’analisi del testo. Titolo: Margherita: il partito che annunciava di avere uno stampo riformista. Stampo mai usato perchè le mani sono sempre rimaste in pasta.

    Io non posso stare fermo/ con le mani nelle mani.
    Tutto si può dire di Luigi Lusi, tesoriere della vecchio partito della Margherita, tranne che non si sia dato da fare quando gestiva il tesoro del partito di Rutelli&C. I magistrati hanno trovato una grossa cifra relativa al finanziamento pubblico al partito che invece il genio si è messo in tasca. I giornali hanno sparato cifre enormi per creare scalpore ma per dovere di cronaca dobbiamo dire che la somma contestata non è pari ai ben tredici milioni di euro di cui si è sentito parlare ma, come lo stesso Lusi ha affermato agli inquirenti, di dodici milioni e novecentosessantanovemila euro. Così s’è fatto due case da paura a Roma e con gli spiccioli avanzati si è messo a giocare all’allegra finanza con operazioni verso una sua società con sede in Canada. Almeno lui aveva le idee chiare a differenza di Scajola che si trova ad abitare case a sua insaputa.

    Tante cose devo fare/ prima che venga domani...
    Le ha fatte si tante cose, il Bernie Madoff del partito alla camomilla oltre a fare il tesoriere, sarebbe più corretto dire il bucaniere, di partito, è vice presidente della commissione bilancio del senato e membro della giunta delle immunità parlamentari, avete capito che colpo di classe!? Di solito si sente di hacker che, una volta beccati li si fa lavorare per beccare altri hacker, in Italia invece sarebbe come dare ad un hacker in libertà le password dei siti che vuole violare.

    E se lei già sta dormendo/ io non posso riposare.
    Certo che no, perché alla Margherita, bene che si voglia pensare, non si può non dire che sulle attività di Lusi si siano fatti tutti una bella dormita. Quasi tutti, a dire il vero, perché Arturo Parisi a Giugno dell’anno scorso aveva segnalato il bisogno di un approfondimento su voci di finanziamento troppo opache su non specificate attività di partito.
    La reazione dei vertici è stata la stessa che si ha quando in una festa in casa si porta il nonno rincoglionito a riposare in un’altra stanza per non annoiare gli ospiti. I nostri lettori più attenti (quindi non mi rivolgo a Rosy Bindi, Franceso Rutelli ed Enrico Letta che non hanno dato retta a Parisi, figurati se la vogliono dare a me) avranno notato come la segnalazione di Parisi sia arrivata quando la Marghe ormai sarebbe dovuta essere solo ricordo dopo la sua fusione nel PD di cinque anni fa. Invece no perché anche se Ella non esiste più ha continuato a ricevere finanziamenti pubblici. Avete presente quella storia che quando uno muore gli crescono ancora i capelli e le unghie per un po’?
    Alla Margherita è uguale: dopo morta ha continuato ad allungare le mani.

    Farò in modo che al risveglio/ non mi possa più scordare.
    Chi se lo scorda più Lusi dalle parti dei moderati e nemmen o lui non se la scorderà più questa storia, anche se inizialmente nel suo colloquio con il pm prima ha contestato tutto, poi ammesso qualcosa, poi ammesso tutto, poi ha detto che può restituire solo cinque milioni, però non vuole farsi la galera, anzi un po’ se la vuole fare, poi è stato portato via dalle forze dell’ordine mentre urlava sputacchiando: Perché Margherita è un sogno, perché Margherita è sale, perché Margherita è il vento, e non sa che può far male, perché Margherita è tutto, ed è lei la mia pazzia. Margherita, Margherita, Margherita adesso è mia, Margherita è miaaaaaa

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  • Non c'è più religione!

    2 febbraio 2012 - Lele&Fante

    Non c'è più religione

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  • Decreto MILLEproroghe...

    1 febbraio 2012 - PV

    ...

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  • La sindrome "Schettino"

    1 febbraio 2012 - Enrico Bertuccioli

    La sindrome "Schettino"

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  • Raso(r)iate

    30 gennaio 2012 - Augusto Rasori

    Lombardia, perché i cittadini non possano leggere un libro della biblioteca che attacca l’idiozia della Lega, membri di una giunta leghista lo prendono in prestito a turno. Ognuno lo tiene per quattro mesi, il tempo di capire come si accende.

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  • Sanremo 2012

    29 gennaio 2012 - PV

    ...

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  • È cominciata la caccia alle streghe in salsa leghista

    In culo all'incunabolo!

    Caccia aperta contro mistificatori e denigratori del partito del Sole delle Alpi: guai a distorcerne la storia, a denigrarne i leader, a deriderne le prospettive!
    28 gennaio 2012 - Rouge (trema per un non so)
    Fonte: Torquemada - 28 gennaio 2012

    Quella che era parsa sin da subito un’idea semplice e geniale si è rivelata alla fine un’impresa più ardua del previsto, che ha preteso dai suoi protagonisti non poco in termini di coraggio e tenacia.
    Tutto ha inizio la scorsa settimana nella placida cittadina di Sesto Calende, provincia di Varese, allorchè all’orecchio del sindaco leghista giunge inattesa la notizia di un oltraggio letterario perpetrato da quella bolscevica della bibliotecaria: l’acquisto e l’esibizione sugli scaffali comunali del libello antipadano “L’idiota in politica – Antropologia della Lega Nord”.
    Superato lo shock e digerito l’affronto, lo stesso primo cittadino si prodiga per rassicurare gli spaesati militanti: nemmeno un’infida sillaba di quel pamphlet rancoroso avrebbe trovato ospitalità tra le pareti domestiche del borgo ameno.
    Convocati nel giro di poche ore gli attivisti, il sindaco condivide con loro la fulminea e banale intuizione: ogni mese, a turno, un militante avrebbe prenotato e quindi ritirato dalla biblioteca il libro incriminato in modo che nessun altro in paese ne venisse contaminato.
    Nella sede del partito esplode l’entusiasmo, destinato in breve tempo a essere sostituito da un’atmosfera palpabile di perplessità e disorientamento.
    Quel diavolo d’un borgomastro aveva però già previsto la reazione e provvede a consegnare agli astanti una mappa disegnata a mano con l’esatta ubicazione di quel mitologico plesso detto biblioteca comunale.
    Passa qualche secondo e nuovamente il sollievo dei militanti cede il passo a una selva di ciglia aggrottate, che tornano improvvisamente a distendersi nel momento in cui il lungimirante sindaco fornisce un identikit dell’oggetto in questione: un parallelepipedo di pagine bianche scarabocchiate di segni grafici all’interno di due pagine più rigide dette copertine.
    Un ultimo dubbio fa la sua comparsa sulle corrugate fronti dei Nostri e ancora una volta spetta al primo cittadino fugare qualsivoglia timore: «No, per ritirare un libro dalla biblioteca non è obbligatorio saper leggere».

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    Note:

    http://www.corriere.it/politica/12_gennaio_28/rotondo-lumbard-rapiscono-libro-anti-lega_ff02c7d6-4979-11e1-a339-d42b0f14f392.shtml

  • IGNORANZA Uber Alles.

    28 gennaio 2012 - PV

    C'è poco da fare. Le notizie e i pettegolezzi di Facebook sono un'immensa fucina da cui attingere sempre nuove idee. E che ci posso fare.... è colpa mia adesso?? :-))

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  • Tassa sul fumo

    27 gennaio 2012 - Lele&Fante

    Tassa sul fumo

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Le vignette e i lazzi continuano nella sezione MATITE

Ultimo aggiornamento: 2 febbraio 2012 ore 21:59

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  • La mia terra la difendo
    La storia di un ragazzo che amava la sua terra

    La mia terra la difendo

    La rabbia e la speranza di un ragazzo che amava la sua terra. La storia di Giuseppe, il ventenne di Campobello di Licata che ha affrontato "il pregiudicato Sgarbi" con una telecamera, due amici e un pacco di volantini.
    Associazione Altrinformazione

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  • Mamma! a Bologna
    Carlo Gubitosa e Andrea Bersani parlano di giornalismo a fumetti, editoria e tecnologie.

    Mamma! a Bologna

    Libreria Irnerio, via Irnerio 27 - Bologna
    30 gennaio 2012

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Notizie Flash

  • Fango

    27 luglio 2011 - Massimo Marcantoni
    Fonte: lecosedasalvare.blogspot.com

    Bersani: macchina del fango sul Pd...dall'altra parte non c'era più posto

    Alt di Napolitano sui ministeri al nord...c'è il serio rischio di infiltrazioni mafiose

    Nitto Palma alla Giustizia, Bernini alle Politiche Comunitarie...Borghezio al popolo norvegese

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Abbattuta

  • Raso(r)iate

    6 gennaio 2012 - Augusto Rasori

    Donna muore d'infarto durante la proiezione di "Vacanze di Natale a Cortina".
    Ma forse lo dicono solo per risollevare gli incassi.

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Pagina 2

  • Tremonti tardo no-global

    Viviamo in un periodo a rischio per la democrazia, che non è minacciata dai militari, bensì dai banchieri, tecnici e funzionari del capitale finanziario cosmopolita. Ma non è la prima volta che Tremonti elabora un’interpretazione, come dire, “tardo no-global” dei processi di crisi che investono il mondo capitalistico, cioè una versione critica (più da “destra” che da “sinistra”, con tutte le ambiguità e gli equivoci che ormai accompagnano tali categorie ideologiche) contro la globalizzazione ultra-liberista.
    29 gennaio 2012 - Lucio Garofalo
  • la civiltà multinazionale

    28 gennaio 2012 - paolo de gregorio
  • Il fine ultimo delle dottrine esoteriche

    Il prototipo delle concezioni esoteriche è il Mein Kampf di Hitler. In un certo senso il Mein Kampf rappresenta una sorta di “bibbia” contemporanea per i suoi epigoni. Senza correre il rischio di esagerare si potrebbe definire come il “testo sacro” dei fanatici del complottismo, il “manuale” teorico e pratico, la principale fonte d’ispirazione a cui attingono le più assurde dietrologie esoteriche di provenienza nazista, o cripto-nazista.
    8 gennaio 2012 - Lucio Garofalo

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    • Cinquant'anni e non sentirli: il Movimento Nonviolento rilancia
      Comunicato stampa del Movimento Nonviolento

      Cinquant'anni e non sentirli: il Movimento Nonviolento rilancia

      Dalla Festa per i suoi 50 anni, il Movimento lancia l'ampia mobilitazione per il disarmo e la riduzione delle spese militari del 2012
      2 febbraio 2012 - Mao Valpiana, Presidente; Raffaella Mendolia, segretaria; Pasquale Pugliese, segretario
    • Un gruppo di indios incontattato nel Parco Nazionale del Manu, in Perù, è stato fotografato in una zona turistica.

      Amazzonia : una tribù che aveva scelto di rimanere isolata

      Survival International di Lima ha pubblicato alcune foto di una famigliola composta da adulti e bambini, seminudi, sulle rive di un fiume. Sono i Mashco Piro una delle ultime 15 tribù che vivono isolate dal resto del mondo, come altre 67 tribù, oltre il confine, nell'Amazzonia brasiliana.
      2 febbraio 2012 - Ernesto Celestini
    • Il Premio Nobel per la Pace Obama ammette l’utilizzo di droni in Pakistan

      Il Premio Nobel per la Pace Obama ammette l’utilizzo di droni in Pakistan

      Il Presidente Obama ha detto che i bombardamenti con i droni erano "azioni mirate contro individui in una lista di terroristi attivi". Ma preoccupano i suoi silenzi.
      1 febbraio 2012 - Matteo Della Torre

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