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  • Mamma! numero nove: chiamata alle arTi
    Si riapre il cantiere della rivista di giornalismo che fa satira a fumetti

    Mamma! numero nove: chiamata alle arTi

    Tutte le coordinate per partecipare al progetto giornalistico piu' fumettoso d'Italia.
    19 aprile 2012

Editoriale

  • Si riapre il cantiere della rivista di giornalismo che fa satira a fumetti

    Mamma! numero nove: chiamata alle arTi

    Tutte le coordinate per partecipare al progetto giornalistico piu' fumettoso d'Italia.
    19 aprile 2012

    Campagna abbonamenti 2012

    Amici, compagni, soci, collaboratori, supporters e fiancheggiatori,

    Dopo l'ottima riuscita del numero otto sulla Paura, lodato e apprezzato da tutti i fortunati che hanno potuto leggerlo, ci apprestiamo a partire verso una nuova avventura.

    Sono iniziati i lavori per il numero NOVE della rivista Mamma!

    Ecco qui le regole del gioco.

    SCADENZA: IL DIECI MAGGIO.

    IL TEMA: LA PRIMAVERA ITALIANA

    Gli italiani rimproverano a loro stessi di essere meno ribelli e rivoluzionari di altri popoli. Ma e' proprio vero o invece c'e' una ribellione sommersa che non fa notizia?

    In questo numero cercheremo di raccontare la PRIMAVERA ITALIANA. Parleremo di realta' che lavorano per fare rivoluzioni pacifiche dal basso, organizzazioni di dimensioni medie e piccole che non troveremo mai nei grandi media e su internet saranno sommerse dal flusso di notizie. Tratteremo di massimi sistemi passando per i minimi termini.

    Un approccio che ci permette di parlare di decrescita, ma anche di cicloanarchismo, orti didattici, vegetarismo, autocostruzione di pannelli solari, arte, cinema, editoria e musica indipendente e autoprodotta e ogni altro tipo di iniziative lodevoli che nascono da un pensiero ricco e minoritario al tempo stesso.

    IL LINGUAGGIO

    Come sempre il linguaggio prevalente sara' quello del fumetto di realta', graphic journalism, giornalismo a fumetti, fumettismo o come altro volete chiamarlo. Va bene la fiction, ma che faccia perno sul dato di realtà. Avremo bisogno anche di antipubblicita', articoli, fotoreportage, illustrazioni, testi satirici. Eviteremo le vignette usa e getta: vogliamo privilegiare la narrazione. Allungateci comunque ogni tipo di proposta (non prima di esservela bocciata da soli sei o sette volte): abbiamo sempre le orecchie aperte rispetto a derive spiazzanti ed inattese. Per maggiori dettagli sulle dimensioni dei vari formati (tavola, mezza tavola, strip verticale ed orizzontale, illustrazione doppia pagina) scrivete a grafico@mamma.am

    COME, DOVE, COSA

    Spedite il materiale (testi, disegni, illustrazioni) a rivista@mamma.am - allegati inferiori ai 10 MB e possibilmente un solo allegato per ogni email. Le immagini dovranno avere una risoluzione di almeno 600 DPI ed essere possibilmente in formato TIFF con spazio di colori CYMK. Il materiale puo' anche essere stato gia' pubblicato sul web, l'importante e' che sia inedito per la carta stampata. Dirige di nuovo Kanjano: bussate alla sua porta per golpe o proposte corruttive.

    I SOLDI

    Ancora poca moneta, finchè non ci compra un editore danaroso o non si abbona il pubblico della De Filippi. Tuttavia i compensi in natura non sono esclusi, e ogni autore puo' richiedere delle copie della rivista da vendere nel proprio territorio intascando il ricavato come rimborso spese.

    ------------------------------------------------------------------------

    Da qui in poi potete pure leggere domani. Intanto iniziate a scrivere o disegnare: non c'è tempo da perdere.

    LE PROSPETTIVE

    Lo abbiamo gia' spiegato nella nostra campagna abbonamenti ( www.mamma.am/300 ): o si raccolgono 300 nuovi abbonati o si chiude. E non e' uno scherzo: si chiude davvero, perche' se non si riesce a raggiungere il pubblico bisogna inventarsi qualcosa di nuovo per dire quello che abbiamo da dire. Nel frattempo un'ottantina di buongustai si e' gia' fatta avanti, e di abbonamenti ne mancano 220. Riusciremo a vincere questa sfida? Dipende da mille fattori: la nostra bravura, la partecipazione del pubblico, la collaborazione dei punti vendita e quel pizzico di fortuna che non guasta mai. In ogni caso ci proveremo fino alla fine.

    PUNTI VENDITA

    La grande distribuzione libraria e' inaccessibile, e quella indipendente non offre sufficienti garanzie. Per questa ragione stiamo cercando di aggregare un network di librerie, fumetterie, edicole, circoli arci, sexy shop e centri buddisti che vogliono diventare punti di diffusione della nostra rivista, ai quali verra' riconosciuto in cambio del loro sostegno un sostanzioso margine sul ricavato, sicuramente superiore a quello che offrono i distributori tradizionali. Se conoscete qualcuno interessato a questa proposta, basta scrivere a diffusione@mamma.am o telefonare al 3459717974

    INIZIATIVE DI PRESENTAZIONE

    Mettersi al lavoro su un nuovo numero non significa bloccare la promozione del precedente, e quindi si invitano tutti i mammiferi (autori, simpatizzanti e loro amici e parenti) ad organizzare iniziative di presentazione nelle citta' italiane. Per far muovete i direttori dalla loro tana basta promettere il rimborso del viaggio (anche in seconda su treni non-freccia), un divano per dormire e un panino per non arrivare digiuni alla presentazione. Il resto (tempo, concentrazione e riviste) ce lo mettiamo noi.

    NUOVO SITO WEB

    Stiamo rifacendo da zero il sito web per renderlo piu' in sintonia con la rivista, migliorandone la grafica e l'organizzazione dei contenuti. Se siete bravi (ma veramente bravi) a fare siti, o volete dare una mano con loghi, banner e cose del genere fatevi avanti che di roba da fare ce n'e' per tutti.

    IN SINTESI:

    Il sogno continua, ma dobbiamo essere in tanti a fare lo stesso sogno per trasformarlo in realta': una rivista che vive solo di abbonamenti e puo' ricompensare i suoi autori come meritano. Siamo un'armata brancaleone con le scarpe di pezza e i fucili di legno, ma la nostra lotta ci fa sentire vivi, e produce qualcosa di bello. In giro per l'Italia ci sono gia' piu' di quattromila copie della nostra rivista: non e' un pensiero esaltante?

    Per contatti e informazioni:

    Mamma!
    La rivista di giornalismo che fa satira a fumetti
    www.mamma.am - info@mamma.am
    3459717974 - 02303123619

Gli articoli e gli sberleffi continuano nella sezione PENNE

Vignetti & Fumette

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Penne & Matite

  • La "classe media"....

    16 maggio 2012 - PV

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  • A loro insaputa

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    30 aprile 2012 - PV

    ...

  • "Spaghetti Comics": giornalismo a fumetti al Festival Giornalismo Perugia, 29 aprile

    Satira, ironia, informare divertendo i lettori: ecco gli Spaghetti Comics, ovvero la nuova frontiera della scrittura stampata e online, il giornalismo a fumetti. Di cosa si tratta e come si pratica questo nuovo tipo di giornalismo, se ne parlerà al workshop in programma al Festival del Giornalismo di Perugia, domenica 29 aprile dalle 12 alle 13 presso la Sala Priori dell'Hotel Brufani.

    A condurre il workshop, Carlo Gubitosa, direttore della rivista satirica online Mamma!, che farà scoprire ai partecipanti il giornalismo a fumetti e spiegherà dove si incontrano il linguaggio del cronista e quello dell'illustratore. Il tutto con uno sguardo al futuro, per ragionare sulle nuove forme di racconto, i nuovi generi di reportage e i nuovi mercati che questo settore è in grado di aprire.
  • La memoria come antidoto alla logica dell'emergenza

    Comando e Controllo: una societa' sotto shock

    Tre anni dopo il terremoto dell'Aquila, il 95% delle macerie è ancora lì dov'era. Ma chi ne parla?
    22 aprile 2012 - Alberto Puliafito

    Locandina

    Comando e Controllo è un film indipendente che racconta non solo L'Aquila dopo il terremoto del 6 aprile 2009 ma anche tutti i rischi connessi all'abuso dello stato d'emergenza: un tema estremamente attuale, che riguarda tutto il paese, visto che il Governo “tecnico” agisce velocemente in nome dell'emergenza-crisi, riscrivendo ex novo le regole che controllano il tessuto sociale italiano.

    Ecco perché abbiamo lanciato una campagna popolare di distribuzione in DVD del film, ancora una volta in maniera del tutto indipendente e dal basso: la campagna si trova su Produzioni dal Basso (link: http://www.produzionidalbasso.com/pdb_1053.html) e la si può sostenere con un'effettiva partecipazione alle quote (ce ne sono per singoli, gruppi o associazioni) oppure, semplicemente, diffondendola con il passaparola. Uno strumento fondamentale per questo tipo di operazioni, che genera anche un circolo virtuoso fra gli autori del film e chi si interessa al tema, un rapporto diretto ed empatico che può caratterizzare solamente iniziative dal basso.

    Ma perché il tema del film è ancora molto importante?

    Tre anni dopo il terremoto dell'Aquila, il 95% delle macerie è ancora lì dov'era. Mai rimosso. Il Dipartimento di Protezione Civile era piombato sul territorio, dopo il 6 aprile 2009, con una struttura che si chiamava "Direzione di Comando e Controllo". Le parole descrivevano perfettamente la logica con la quale si è esercitata la gestione del potere sul territorio aquilano: decisionismo dall'alto, partecipazione negata, critiche messe a tacere da una straordinaria campagna mediatica. Il risultato di questo intervento autoritario e agiografico è che L'Aquila è, oggi, una città devastata sia da un punto di vista geografico (con la costruzione di 19 new village sparsi sul territorio, una surreale risposta permanente ad un'emergenza abitativa temporanea) sia da un punto di vista sociale.

    Non solo: L'Aquila è completamente sparita dall'agenda dei media, se non per quanto riguarda le celebrazioni dell'anniversario del sisma e la retorica del dolore.

    Le profezie del film Comando e Controllo si sono tragicamente avverate: non perché si è compiuto il progetto della Protezione Civile Spa ma perché, secondo la logica dell'emergenza derivante dalla crisi economica, assistiamo a un procedimento analogo di gestione del potere e di racconto dell'intervento “salvifico” del Governo tecnico.

    Le analogie non si fermano qui. Ecco perché riteniamo che Comando e Controllo sia un film molto attuale ma anche uno strumento per generare anticorpi in una società civile sotto shock.

  • Magnifiche telepromozioni per una cacca più trendy

    Matteo Bordone, Wired.it e la moderna gestione delle feci

    Cessi per gatti da 300 euri e Water con bidet incorporato: la nuova frontiera delle marchette
    22 aprile 2012 - Carlo Gubitosa

    Matteo Bordone

    Il 16 aprile l'opinionista Matteo Bordone ci ha deliziato sul sito di Wired con la prova su strada di un magnifico tecnogadget: il cesso automatizzato per gatti da TRECENTOVENTINOVE EURO, con simpatico setaccio scuotimerda e funzionalità avanzate per il trattamento dei rifiuti organici. "Mai più senza", avrebbero detto su "Cuore" ai vecchi tempi.

    A detta del nostro impavido tester il problema "è il costo... PER ALCUNI". Una giusta distinzione tra "chi può" e il popolino dei pezzenti che non sarà mai ammesso nell'olimpo della modernità, dove non devi trafficare con la sabbietta dei gatti ma solo smaltire una decina di chili di merda secca ogni due tre mesi svuotando il magico apparecchio.

    Ora sto più tranquillo, e so di poter affrontare la crisi senza timore, al limite se va proprio male mi mangio il gatto di Bordone, o quello di qualche altro testimonal di arredi zootecnici. La cosa triste è che la mia generazione impazza su Wired e nei social network dandosi arie di modernità, ma in realtà al di là dei tecno-lustrini del web, siamo dei marchettari tanto quanto Vespa e Minzolini, anzi peggio perché noi siamo pronti a venderci per una manciata di sabbietta per gatti, loro almeno hanno fatto milioni.

    Faccio uno sforzo di memoria per capire in quale forum di animalisti anonimi stufi di cambiare sabbia di gatto ho già letto il nome di Bordone, ma poi mi ricordo che la merda in questione non era di origine felina, bensì quella che il nostro impavido testimonial ha impastato coi suoi sofismi per gettarla addosso a Paola Caruso, la giornalista del Corriere della Sera entrata in sciopero della fame come forma di protesta contro il precariato cronico in cui sguazzano anche i culidipietra seduti ai vertici di via Solferino.

    Cercando in rete una immagine adatta ad accompagnare questo articolo, scopro che Bordone e' addirittura recidivo, e nell'ottobre 2009 ha recensito anche un tecno-cesso per esseri umani (sempre su Wired, ça va sans dire) forse cercando di accreditarsi come esperto di stronzate oltre ogni barriera tra le specie. In fin dei conti di questi tempi i profili generalisti non sono piu' molto richiesti ed e' meglio ritagliarsi una nicchia tematica specializzata.

    Col titolo "Macchine Domestiche: Sedute di piacere", Bordone descrive una tazza del cesso con bidet incorporato, che per la modica cifra di 2600 euri costituisce una "alternativa alla tazza di porcellana, alla carta igienica, al bidet italiano e al niente di niente internazionale", molto piu' economici ma noiosi e fuori moda.

    A suo merito, va riconosciuto che Bordone sa appassionarsi ai prodotti di cui parla, come il grande Mike Bongiorno dei tempi andati. "Ci si vivrebbe volentieri, seduti sul washlet - spiega il poeta - anche solo a guardare il soffitto in un’estasi di coccole autoinflitte. Ve lo assicuro: nessun elettrodomestico potrà mai darvi così tanta soddisfazione. Garantito. Altro che plasma". E qui scoppio in lacrime per la tristezza di pensare a qualcuno messo cosi' male da avere come massima aspirazione della propria esistenza un cesso/bidet con telecomando e tavoletta riscaldabile.

    Di solito i blogger sono molto permalosi, e quindi non mi sarei mai permesso di muovere queste critiche ad altri divi del web, ma dopo aver osservato le ospitate televisive di Bordone so che è uomo di spirito e non se la prenderà... in fin dei conti siamo tutti nella stessa barca.

    E allora se avete phon per criceti, clisteri per giaguari o tecnobidet anti-emorroidi da farmi provare (ovviamente a pagamento) neppure io faro' lo schizzinoso e mi dichiaro a disposizione da subito senza ipocrisie e falsi moralismi. Un attimo però... io sono un giornalista, e quindi le marchette e gli spot travestiti da giornalismo mi sono preclusi dalla deontologia professionale!

    La Carta dei Doveri del Giornalista alla voce "informazione e pubblicità" dice a chiare lettere che "il giornalista non assume incarichi e responsabilità in contrasto con l'esercizio autonomo della professione, né può prestare il nome, la voce, l'immagine per iniziative pubblicitarie incompatibili con la tutela dell'autonomia professionale". 

    Ma dopo un rapido controllo scopro che anche Bordone e' iscritto all'ordine dei giornalisti e nessuna sanzione lo ha raggiunto, forse perchè gli spot dei tecno-cessi per umani e felini sono pienamente compatibili con la sua autonomia professionale. E allora bando alle autocensure: da domani anch'io proverò a tuffarmi nel magico mondo delle videopromozioni !!! Viva il libero mercato !!!

  • Sulla frontiera del giornalismo ci sono i fumetti

    19 aprile 2012
    Fonte: Festival Del Giornalismo di Perugia

    Sulla frontiera del giornalismo ci sono i fumetti. Mentre i venditori di tablet stanno già preparando i funerali della carta stampata, c’e’ un linguaggio ricco, multimediale, popolare e soprattutto cartaceo che può dare nuova linfa vitale all’editoria salvandola da una morte annunciata troppo in fretta.

    Si tratta del fumetto, che unito al giornalismo diventa “graphic journalism” o anche “comic journalism”, come lo chiamano negli Usa dove non si corre il rischio di confondere quel “comic” con la comicità.

    Un linguaggio ancora allo stadio sperimentale, che in attesa di trovare spazio in qualche prestigiosa testata nazionale, ha trovato nel Festival del Giornalismo di Perugia un ambito ideale per riflettere e discutere su questo matrimonio tra penne e matite.

    Una fusione di generi e linguaggi che ricorda da vicino le nozze del ”new journalism” celebrate da Tom Wolfe e Truman Capote quando il giornalismo ha incontrato la narrativa, o la grande stagione del fotogiornalismo dove gli articoli si sono legati indissolubilmente con la narrazione fotografica anche grazie ai magnifici scatti di fotografia sociale di Margaret Bourke-White pubblicati da “Life” sulle sue copertine.

    Di tutto questo e molto altro ancora si discuterà domenica 29 aprile, con un seminario e unatavola rotonda, organizzati in collaborazione con l’associazione Altrinformazione e la rivista Mamma!, il primo magazine italiano autoprodotto di graphic journalism.

    Nel frattempo, per capire meglio di cosa stiamo parlando, non c’è niente di meglio che assaggiare una traduzione nel linguaggio del fumetto di alcuni tra i più diffusi generi giornalistici.

    La Inside Story, con un giornalista “infiltrato” nel quartier generale della CNN per descrivere dall’interno i vizi e le contraddizioni di un moderno santuario dell’informazione.

    Il reportage, con un viaggio a Gaeta alla scoperta dei lati più oscuri del Risorgimento, e infine l’inchiesta Ilva, che nel fumetto diventa connubio tra disegni e fotografie rubate alla grande industria per descriverne gli effetti sull’ambiente.

    Questi lavori, pubblicati sul magazine Mamma! sono stati scritti da Carlo Gubitosa (che animerà il seminario di domenica 29) e disegnati da Flaviano Armentaro (CNN), Giuseppe Lo Bocchiaro (Gaeta), e Giuliano Cangiano (Inchiesta Ilva).

    Buona lettura!

     

  • SOS PAPA', un ebook semiserio per i papà moderni

    Un autore satirico diventa papà e racconta le sue disavventure.
    11 aprile 2012 - Sandro Simone

    Copertina

    Mio padre non ha mai preparato una pappina e i pannolini non sapeva nemmeno in quale stanza fossero. Il suo compito era andare a lavorare e lasciare lo stipendio a mia madre, al massimo la domenica pomeriggio mi portava allo Stadio. Oggi mia moglie guadagna più di me, i miei figli stanno quasi più tempo con me che con lei, e con l'esperienza accumulata con Fabio e Davide sono capace di cambiare un pannolino anche a luce spenta e scegliere quale medicina dargli se ha la febbre, male alla pancia o all'orecchio, per non parlare del fatto che potrei far addormentare un bambino anche durante un concerto rock o partecipare ad un quiz televisivo rispondendo a domande sui film di animazione della Disney, della Pixar e della Dreamworks. 

    Sembra facile ma prima di arrivare a certi livelli tocca faticare parecchio, ci sarebbero un sacco di blog e libri ironici che parlano di queste cose, ma sono quasi sempre scritti da donne, e le donne, si sa, non dicono mai tutta la verità.
    Serviva qualcosa che compensasse e così, dopo tanti anni passati a scrivere battute che, in un modo o nell'altro, sono finite su siti web, social network, giornali, libri, spettacoli teatrali, programmi tv e muri dei bagni degli autogrill ho pensato che per qualche tempo potevo smettere di prendere di mira politici e calciatori e provare a raccontare come è cambiata la mia vita dopo la nascita di Fabio e Davide. L'ho fatto in un ebook che si chiama SOS PAPA', costa solo 1,99€ e lo si può acquistare nelle librerie online.

     

    Eccone un estratto: LA LEGGE DI MURPHY DEI PAPA':

    Legge sulla febbre del venerdì sera
    Se un bambino deve ammalarsi lo farà nel week end.

    Eccezione alla legge sulla febbre del venerdì sera
    La suddetta legge non si applica ai week end in cui piove.

    Legge sul tempismo della popò
    Il bambino farà la cacca subito dopo che gli avrai cambiato il pannolino.

    Prima legge sulla farmacia di turno.
    La farmacia di turno è sempre quella più lontana.

    Seconda legge sulla farmacia di turno
    Non solo la farmacia sarà quella più lontana, ma sarà anche sprovvista del farmaco per le colichette che cercavi...

    Terza Legge sulla Farmacia di turno
    E se alla fine sarai riuscito a trovare il farmaco che ti serve, quando tornerai a casa troverai mamma e bambino che dormono beatamente perché la colichetta è passata...

    Legge di Pippo Franco sulla pipì
    Allo Stadio al bambino scapperà la pipì nel momento del rigore.

    Legge sulla maglietta qualunque
    Quando tua moglie ti diceva “mettigli una maglietta qualunque” intendeva tutte tranne quella.

    Legge sul posizionamento delle bavette nel comò
    Se inizierai ad aprire i cassetti dal basso quello in cui ci saranno le bavette sarà quello in alto.

    Corollario alla legge sul posizionamento delle bavette nel comò
    Se inizierai ad aprire i cassetti dall’alto quello in cui ci saranno le bavette sarà quello in basso.

    Legge sui nonni
    Se neghi una cosa al tuo bambino subito dopo gliela daranno i nonni.
    Se dai una cosa al tuo bambino subito dopo i nonni ti diranno che non dovevi dargliela.

    Legge sui giocattoli
    Puoi comprargli tutti i giocattoli che vuoi, preferirà sempre il tuo cellulare, il telecomando o qualcosa di tagliente, o fragile, o comunque pericoloso...

Le vignette e i lazzi continuano nella sezione MATITE

Ultimo aggiornamento: 17 maggio 2012 ore 23:17

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    27 luglio 2011 - Massimo Marcantoni
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